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giovedì 18 ottobre 2012

Mi mancate!

Mi mancate. Non riesco a seguire un tubo, nemmeno i vostri blog, tantomeno il mio. Il legame con voi è così parte di me che soffro a non sapere come state, cosa state facendo e che ricettine proponete.
E che bello quando mi rimetto in pari, è come quando esco con le amiche e passiamo ore a raccontarci tutte le novità!
Ho letto di Ombretta e della sua finale, di Sabina e dei suoi brontolamenti, della bentornata Valentina con la semplicità delle cose, di Martina che ce l'ha (giustamente) col junk food...e tutte le altre, ormai fate parte della mia vita. Come questo blog.
Una delle cose che vi avevo accennato tempo fa è ormai alle porte: GENTE DEL FUD al Salone del Gusto di Torino. Sabato 27 io e Cinzia di Cindystar saremo all'opera per raccontare il nostro Veneto attraverso una piccola degustazione (tutto relativo nella vita, per me 50 persone sono una folla) e mi tremano un po' le ginocchia. Sono felice, entusiasta e preoccupata contemporaneamente, ma mi continuo a ripetere: hai visto quante cose sono successe in questi pochi mesi di blog? Bene, e questo ancora non è niente. Non mi sono mai permessa nella vita di sognare ed è giunto il momento di farlo.

Direi che ormai l'autunno è arrivato (anche se da domani torna un po' di caldo) e questo piatto è perfetto:

Tagliatelle ai funghi porcini
per 2 persone
per la pasta: 
200 gr di farina 00 (per me Pasta fresca e Gnocchi Rosignoli Molini)
2 uova
1 pizzico di sale
per il sugo:
2 funghi porcini medi oppure 300 gr di funghi porcini surgelati
1 spicchio d'aglio
olio Evo q.b. (per me Olio Dante)
sale q.b.

Preparare la pasta fresca nella maniera tradizionale: Fare la fontana con la farina e al centro rompere le uova e aggiungere il sale. Sbattere leggermente le uova, non incorporando farina.
Piano piano iniziare a inglobare la farina, fino ad esaurimento. Lavorare l'impasto con la parte bassa del palmo delle mani finchè non sarà liscio e compariranno delle bollicine in superficie. Riposare in frigo coperto da pellicola per almeno mezz'ora.
Dopo il riposo, stendere al mattarello la sfoglia abbastanza sottile e arrotolare su sè stessa, tagliando poi a rondelle di un cm di spessore. Stenderle bene e lasciare leggermente asciugare all'aria.
Nel frattempo preparare il sugo: far imbiondire l'aglio in un po' d'olio. Pulire i funghi freschi (con l'aiuto di un pennello passarli  per togliere il terriccio e pulirli con uno scottex umido) e tagliarli a lamelle.
Versare i funghi nel soffritto e spadellare velocemente. All'ultimo aggiungere prezzemolo tritato.
Lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata  e far cuocere 2-3 minuti. Scolare e condire con il sugo di funghi.




giovedì 11 ottobre 2012

Aiuto!

Come disse qualcuno..."Fermate il mondo voglio scendere".
Non sono più riuscita a passare da voi, nè tantomeno a scrivere nè cucinare. Sono assolutamente presa malissimo (col tempo) però volevo un po' festeggiare con voi, e ringraziarvi del supporto morale, perchè il nuovo lavoro è andato in porto! Non è un contratto definitivo (ma credo di non essere l'unica insomma di questi tempi) ma mi piace molto. E vaiiiii!
Questi giorni sono stati molto intensi, e impegnativi sul piano emotivo, perchè è successa una cosa che ci ha un po' sconvolto, qui a casa. Il nostro cagnolino Pippo, ve lo ricordate?
E' stato aggredito da un altro cane lunedì pomeriggio, al parco. Abbiamo passato ore terribili, e la cosa peggiore è stata l'attesa della telefonata del veterinario. Alla fine, a mezzanotte, la telefonata che ci fatto tirare un sospiro di sollievo: intervento riuscito. Nessuna frattura, un'operazione per riportare l'intestino al suo posto, un bel po' di punti e kilometri di garze ma è sano e salvo. Sono sicura che le mie preghiere sono arrivate dove dovevano arrivare...non prendetemi per blasfema.
Lui è già in ripresa fisicamente, mentre psicologicamente è molto scosso. Tutto il giorno gira continuamente per casa con l'aria spaventata e si rifugia o negli angoli, o sotto il letto. Speriamo che col tempo torni  spavaldo come prima!

Stasera ricettina super veloce...

Fritto non fritto di calamari
400 gr di anelli di calamari
semola rimacinata di grano duro q.b.
olio E.v.o. q.b. (per me Olio Dante)

Prendere gli anelli di calamari, infarinarli con la semola scuotendoli per rimuovere quella in eccesso. Appoggiarli su una teglia da forno ricoperta di carta forno distanziati leggermente tra di loro e dare un giro leggero di olio.
Infornare a 200° (ventilato) e cuocerli per 10 minuti. Se volete, potete anche passarli sotto il grill gli ultimi minuti. Salare e servire. 
Questa è una furbata che ho visto da Benedetta Parodi un bel po' di tempo fa...e devo dire che è un buonissimo compromesso, ha la bontà di calamari fritti ma fatti al forno.



sabato 15 settembre 2012

Ultimi scampoli d'estate e novità

Settembre ha portato buone notizie e molti progetti. Finalmente si inizia a dissolvere un po' di nebbia attorno a me e ho tante cose per la testa, per realizzare progetti che fino a un anno fa nemmeno sapevo di desiderare e pure un lavoro nuovo di zecca. Lunedì vi prego mandatemi il vostro pensiero, inizio a lavorare e spero vada tutto bene. Dovrò ricoprire ruoli nuovi per me in un ufficio, oltretutto avrò a che fare con l'estero (sapienza della lingua inglese vieni a me!!!), e sono in ansia...Lunedi credo farò colazione con un litro di camomilla.
Poi, con Gente del Fud, bellissimo progetto al quale collaboro da qualche mese, c'è la meravigliosa opportunità di andare come parte "attiva" presso lo stand di Pasta Garofalo e Gente del Fud, al Salone Internazionale del Gusto di Torino. Ho qualche giorno per pensarci definitivamente e accettare di partire per questa avventura...Ci sarà da cucinare, da presentare il progetto, presentare ricette presso gli stand dei produttori. 
Non è tutto, ho anche un altro progetto che spero cambierà la mia vita...ma dipenderà anche da come andrà questo nuovo lavoro, quindi al momento preferisco non svelarvi niente. Tifate per me e per chi mi gufa, invece, sappiate che questo è il momento giusto per farlo!
Per queste ultime giornate calde, dove abbiamo ancora tutti gli ingredienti dell'estate e la voglia di qualcosa di tiepido, ho inventato...

Gnocchi al basilico ripieni e dadolata di pomodoro tiepido
per due/tre persone


500 gr di patate
un pizzico di sale
10 foglie di basilico
per il ripieno
50 gr di stracchino o crescenza
per il sugo
2 pomodori (ho usato la varietà "cuore di bue" per la sua polpa soda e un po' acidula)
basilico q.b.
olio Evo ( per me Dante)

Per gli gnocchi, solito procedimento: mettere a bollire le patate, partendo da acqua fredda. Da quando bolle, ci vorranno da 10 a 20 minuti, dipenderà dalla grandezza delle patate; tenetele un po' più indietro piuttosto che troppo cotte.
Ancora bollenti, sbucciarle e schiacciarle, incorporare la farina poca per volta, il sale, il basilico a striscioline  e impastare velocemente e meno possibile (più impastiamo, più dovremmo mettere farina e risulteranno gommosi poi al palato). Sul piano di lavoro infarinato, formare dei cilindretti con l'impasto, tagliare a pezzettini di circa 2 cm ognuno. Appiattire con le dita il pezzettino di impasto per ottenere un dischetto, mettere al centro un piccolo pezzetto di stracchino e richiudere, rigirandolo poi tra le mani come per fare una polpetta. 
Tagliare il pomodoro a cubetti, scartando la parte interna ricca di acqua e semi. Scaldare una padella con un cucchiaio di olio evo e far riscaldare dolcemente i cubetti di pomodoro per un minuto, senza sfaldarli nè schiacciarli.
Nel frattempo portare ad ebollizione l'acqua salata, tuffarvi gli gnocchi (quando salgono sono pronti).
Servire con la dadolata tiepida di pomodoro, basilico fresco spezzettato e un filo d'olio evo.


venerdì 7 settembre 2012

Sole di settembre e profumo d'uva

Settembre, adesso ti riconosco! Queste belle giornate calde di sole settembrino, la freschezza della sera, il profumo di uva...eh sì, questo è settembre!
Per me l'uva è uno di quei ricordi incancellabili dell'infanzia: da piccola abitavamo in campagna e si andava a vendemmiare, se chiudo gli occhi ancora sento quel profumo d'uva schiacciata. Andare a vendemmiare era un momento di intenso lavoro, però anche di aggregazione: tutti intorno al carro, si lavorava e si chiaccherava del più e del meno. Adesso è tutto cambiato, con le macchine vendemmiatrici si fa in fretta, ma trovo sia triste: sicuramente meno faticoso ma di sicuro non riunisce più le famiglie intere sotto il vigneto.
In ogni caso, l'uva è sempre una componente importante nella mia vita: mio papà lavora in una cantina sociale!
Settembre ha riportato la voglia di impastare, perciò ...

Schiacciata con l'uva

2 grappoli di uva nera
120 gr di zucchero semolato
200 gr di farina Manitoba (per me Manitoba Rosignoli Molini)
200 gr di farina 00 (per me Dolci e Sfoglie Rosignoli Molini)
20 gr di lievito di birra
8 cucchiai di olio evo (per me Olio Dante)
150 ml di acqua tiepida (1 bicchiere)
un pizzico di sale

Setacciare le farine. Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, con un cucchiaino dello zucchero previsto. Attendere fino alla formazione della schiuma in superficie (circa 10 minuti). Versarlo quindi sulle farine, aggiungendo 4 cucchiai di olio evo, 4 cucchiai di zucchero e il sale e impastare energicamente per 10 minuti. *Formare una palla, coprirla con un canovaccio umido e lasciarla lievitare 1 ora a temperatura ambiente e al riparo da correnti d'aria.
Dividere la pasta in due parti, una più grande e una più piccola. Stendere la parte più grande  e foderare una teglia da forno a bordi alti (la mia penso sia 30x20), lasciando debordare i lati.  Riempirla con 3/4 dei chicchi d'uva schiacciati con le dita, e poi versare sopra 2 cucchiai di olio e 2 di zucchero.
Stendere la pasta rimanente e coprire il dolce. Con le dita formare delle fossette con la punta delle dita (senza rompere la pasta), e distribuirvi sopra tutta l'uva rimasta, con lo zucchero e olio rimanenti.
Ripiegare i bordi e cuocere in forno a 180 C° (forno statico) per 30 minuti.
* Tutto questo, potete farlo anche con l'impastatrice come ho fatto io. Non vi avevo detto che adesso sono in possesso di tale meraviglioso attrezzo???

domenica 2 settembre 2012

Cous cous mediterraneo

Settembre porta con sè ogni anno delle sensazioni contrastanti in me. Rimpiango un po' l'estate - fatta eccezione per l'afa - con il mare, il costume, le infradito e le giornate lunghissime.Ogni anno penso che avrei potuto fare di più durante l'estate, andare più volte al mare o al lago, fare più aperitivi con gli amici o camminate in montagna. Però contemporaneamente settembre mi porta la voglia di nuovi progetti, l'entusiasmo di fare qualcosa di nuovo e il desiderio di migliorare me stessa. E anche di vestirmi con maglioncini, sciarpine e pantaloni lunghi.
Insomma, un po' la sensazione di quando si tornava a scuola: tristezza per la fine dell'estate, delle lunghe dormite e delle intere giornate passate a giocare ma la voglia di rivedere i compagni di classe, il piacere di avere tutte le penne nuove, di sentire l'odore dei libri appena stampati (cosa che non ho ancora superato) e un diario da riempire di scritte.
Quindi per la serie "nostalgia canaglia":

Cous cous mediterraneo
per due persone
150 gr di cous cous precotto
170 ml di acqua
sale q.b.
2 cucchiai di olio Evo (per me Olio Dante)
per il pesto di pistacchi
150 grammi di pistacchi di Bronte già spellati
50 grammi di pinoli
Una buona manciata di foglie di basilico
Sale e pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva
3 cucchiai di parmigiano grattugiato 
altri ingredienti
5 pomodorini secchi sott'olio
1 mozzarella di bufala
1 melanzana
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio Evo (per me Olio Dante)
2 foglie di basilico
sale e pepe q.b.

Per prima cosa portare ad ebollizione l'acqua salata. Quando raggiunge il bollore, versarvi a pioggia il cous cous e mescolare bene, abbassando la fiamma. Lasciare sul fuoco ancora un minuto mescolando, poi spegnere la fiamma e far riposare coperto per 10 minuti.
Preparare il pesto di pistacchi: (Se non li trovate spellati, farli bollire in acqua  per un minuto, scolare e togliere la pellicina.) Mettere nel mixer i pistacchi, pinoli e formaggio e tritare. Aggiungere poi il basilico e tritare, e solo alla fine aggiungere l'olio evo e mescolare al pesto.*
Nel frattempo tagliare la melanzana a cubetti. Scaldare l'olio con aglio in una padella e versarvi le melanzane, aggiustando di sale e di pepe. Far cuocere per i primi 10 minuti a fuoco basso, con coperchio, e mescolando ogni tanto. Tolto il coperchio, far saltare a fuoco vivace finchè prendono colore (7/8 minuti circa).
Tagliare sia i pomodori secchi che la mozzarella a filetti.
Versare il cous cous in un'ampia ciotola e con l'aiuto di una forchetta, sgranarlo bene per separare tutti i granellini. Condire con il pesto di pistacchi, i pomodori secchi, la mozzarella e la melanzana. Spezzettare il basilico con le mani ed aggiungerlo al cous cous.
* Il pesto rimasto si conserva tranquillamente in frigorifero, in un contenitore a chiusura ermetica, meglio di vetro, per almeno una settimana; importante perchè non si ossidi è che sia sempre coperto da una parte d'olio.


martedì 31 luglio 2012

L'estate in un vasetto

Estate uguale pomodorini. Rossi, succosi e dolcissimi. Io personalmente ho una passione per i datterini (come si fa a non amarli?), col loro gusto dolce e la loro forma graziosa. Aspettavo da tempo il momento giusto per comperarne un bel po' al mercato e farne dei confit, e Chiara di Cucinando con mia sorella mi ha dato una bella idea anche per conservarli. Vi dico che il primo vasetto è durato neanche una giornata...
Ho molte cose da farvi vedere nei prossimi post, primo fra tutte la meravigliosa torta di compleanno per la mia "nipotina", fatta a quattro mani con la sua mamma. Sarà un post impegnativo, voi intanto preparatevi mentalmente, arriverà nei prossimi giorni.


Pomodorini confit

pomodorini (io ho usato datterini) 40 circa per ottenere un vasetto 250ml
sale
pepe
zucchero (per me di zucchero grezzo di canna)
aglio
timo secco
olio evo (per me Olio Dante)

Tagliare i pomodorini a metà. Disporli su un teglia rivestita di carta forno, leggermente distanziati tra loro. Versarvi sopra un filo d'olio evo, sale, pepe, e cospargerli con lo zucchero. Sistemare qua e là tra i pomodorini qualche spicchio di aglio in camicia.
Cuocere a 100° per circa 2 orette finchè non risulteranno caramellati.
Sterilizzare nel frattempo i barattoli facendoli bollire (senza coperchio) in acqua per dieci minuti dal bollore. Togliere i vasi dall'acqua con l'aiuto di una pinza e di un mestolo e fateli asciugare capovolti su un canovaccio pulito. (In alternativa si può fare anche al microonde, ho trovato questo post che spiega molto bene tutto, lo trovate qui).
Appena pronti, mettere i pomodorini nel vasetto con gli spicchi d'aglio cotto e del timo. Coprite con olio extravergine d'oliva e chiudere ermeticamente. 



martedì 12 giugno 2012

Grazie Sorelle!

Ciao! Vi scrivo dopo un bel weekend, direi quasi insolito. Prima di tutto perchè sabato sera nel mio paese (in realtà siamo una città di 16.000 abitanti, ma mi fa ridere definirmi cittadina) c'è stato il carnevale. Era previsto per i primi di febbraio, ma nevicava e poi non si riusciva a inserirlo più nella programmazione anche perchè hanno preferito non farlo in periodo di quaresima...quindi siamo giunti a giugno.
Io non amo per niente il carnevale: mentre tutti si divertono a travestirsi io mi vergogno sinceramente...e poi i coriandoli (nei miei capelli ricci sono odiosi) ma sono andata con piacere per accompagnare la mia amica e sua bambina, siccome sono "zia adottiva" mica potevo sottrarmi!!! E' stato veramente bellissimo, forse perchè non mi aspettavo molto da questo evento fuori stagione. Le cose inaspettate sono sempre le migliori! E poi la piccolina era vestita da ape, potete pensare quanto bella era una bambina di 11 mesi con le antennine in testa, che guarda meravigliata tutto quel fracasso di colori e suoni! Non mi sono nemmeno arrabbiata per il quintale di coriandoli incastrati nei capelli...
Poi domenica sera siamo andati a casa di un amico a vedere la partita...aperitivi vari, patatine, torte salate e la mia focaccia genovese della mitiche sorelle Simili (ho preso il libro un mesetto fa, Pane e roba dolce).
E' uscita incredibilmente morbida e altissima, ed è stata spazzolata completamente (ne escono due teglie enormi)

Focaccia genovese
1 kg di farina 00 (per me Farina Pizza - Rosignoli Molini)
550 gr di acqua, circa
20 gr di lievito di birra
20 gr di sale
2 cucchiai di olio di oliva (per me Olio Extravergine d'oliva Dante)
per pennellare
6 cucchiai di acqua
6 cucchiai di olio di oliva (per me Olio Extravergine d'oliva Dante)
sale grosso q.b.

In una ciotola sciogliere il lievito di birra con poca acqua di quella prevista e lasciar riposare per 10 minuti. Unire quindi al lievito sciolto un po' di farina (meglio setacciata per far incorporare aria) e incorporare parzialmente. A questo punto aggiungere i 2 cucchiai di olio, il sale e poi in due riprese prima la farina e poi l'acqua, alternandole. (Potrebbe servirvi un po' meno o un po' di più dell'acqua prevista, dipenda da quanto assorbirà la farina.) L'impasto va impastato facendo la "battuta", cioè infilando la mano sotto l'impasto, sollevandolo e lasciandolo cadere nuovamente nella ciotola finchè l'impasto si staccherà dalle pareti. Mettere sul piano di lavoro e lavorarlo ancora 7-8 minuti, poi mettere la palla in una ciotola unta di olio e fare raddoppiare, coperto da un canovaccio umido.
Poi, rovesciare delicatamente sul piano di lavoro e formare due filoni, che andranno appoggiati direttamente sulle teglie da cottura (misura 30x40) unte di olio. Per comodità io li ho messi su carta forno oliata. Far riposare 15 minuti. A questo punto stendere ogni filone nella sua teglia, prima con il mattarello e poi con il palmo delle mani fino a ricoprire quasi del tutto il fondo delle teglie. Far lievitare altri 30 minuti.
Affondare la punta delle dita nell'impasto, fino a toccare il fondo della teglia così da formare tutti quelle affossature tipiche di questa focaccia e in ogni buco mettere un granellino di sale grosso, poi coprire con l'emulsione (6 cucchiai di acqua+6 di olio), che vi basterà per entrambe le teglie. NB. Se volete farcire con olive, pomodorini ecc. mettere prima questi ingredienti e poi l'emulsione. Far lievitare fino ad abbondante raddoppio.


Finalmente in forno: 200 c° (forno statico) o 180 C° (ventilato) per 25/30 minuti. Prima di infornare io ho messo degli aghi di rosmarino su una delle due. E' una faticaccia per la lievitazione ma ne vale la pena! Grazie Sorelle!
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