martedì 10 dicembre 2013

Idee per Natale: Cookies con cranberries e cioccolato fondente

Ecco un'altra idea da regalare per Natale...regalare biscotti è un classico!
Per questa ricetta sono partita da una base (ricetta tratta da Cucina Moderna Oro collezione - Dolci delle Feste) e l'ho modificata a piacere e in base a quello che avevo in casa, e poi ho usato un timbro per imprimere HOME MADE. Ovviamente essendo cookies hanno una grana un po' rustica che fa perdere l'effetto della scritta durante la cottura, ma è un'idea che si può applicare su altri tipi di biscotti tipo i frollini o paste frolle.




circa 10 biscotti
75 gr di farina
75 gr di burro leggermente salato (per me burro normale + 2 pizzichi di sale)
35 gr di zucchero
50 gr di gocce di cioccolato
40 gr di cranberries secchi
1 bustina di vanillina
farina di mandorle q.b.

Lavorare il burro e il sale leggermente ammorbidito con lo zucchero e la vanillina.
Incorporare la farina, il cioccolato, i cranberries e quanta farina di mandorle serve per rendere il composto non appiccicoso.
Formare una palla e mettere in frigorifero avvolta da pellicola.
Riprendere l'impasto, formare delle palline grandi come noci e nel caso dell'utilizzo di un timbro per imprimere la scritta, pressarlo sopra l'impasto fino a formare un dischetto di 3-4 mm di spessore e 4-5 cm di diametro. (Se non si utilizza un timbro, schiacciare direttamente la pallina con il palmo della mano).
Disporli su una teglia foderata di carta forno e cuocere in forno caldo statico a 180 C per 15 minuti, fino a leggera doratura. Farli raffreddare su una gratella.

sabato 30 novembre 2013

La tradizione: tortellini in brodo

Dopo aver fatto il mini-corso di ImpastaImpara al Cosmofood di Vicenza,  bisognava pur mettere a frutto quello che avevo capito. E così domenica scorsa fu la volta (la prima volta) dei tortellini in brodo.
Non prendete questa come una guida seria, nè prendetemi come modello perchè non lo sono. Prendetela con le pinze, se vi va confrontatela e ancora meglio se, vedendo errori, vorrete confrontarvi con me.
Vi mostro in sostanza i miei tortellini perchè ne vado molto fiera, nonostante non siano perfetti.
Questa è un vero REGALO per le persone che siederanno alla vostra tavola di Natale: i tortellini fatti a mano  da voi per tutte le persone care che amate. Cucina per chi ti ama, come disse la mia amica Alice di Operazione Fritto Misto.

per 6 persone (considerando per porzione 10-12 tortellini a testa)
per la sfoglia
2 uova medie
200 gr di farina 00
per il ripieno
50 gr di carne di vitello
50 gr di lombo di maiale
100 gr di mortadella
100 gr di prosciutto crudo
100 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
1 uovo
100 gr di burro
vino bianco q.b.
sale e noce moscata q.b.
1,8 dl di brodo (di gallina o cappone)

Sulla spianatoia fare la fontana con la farina. Rompere le uova e metterle all'interno della fontana. Inizialmente con una forchetta sbattere solo le uova, poi iniziare ad incorporare pochissima farina fino ad ottenere una pastella densa.
A questo punto, lavorare prima col tarocco (raschietto liscio che serve per incorporare ingredienti e anche per porzionare impasti)  e poi con le mani avendo cura di tenere da parte una piccola quantità della farina presente sulla spianatoia; in base all'assorbimento della farina e della manualità, potrebbe servire oppure no.
Lavorare dolcemente l'impasto, senza stracciarlo. La parte a contatto con la spianatoia deve essere bello liscio e per fare questo tenere sempre pulita la spianatoia aiutandosi con un tarocco.
La pasta va lavorata 15-20 minuti, fino a che sarà totalmente liscia e si formeranno delle bollicine d'aria. Avvolgerla nella pellicola e riporre in frigorifero almeno un'ora.
Per il ripieno. In una casseruola sciogliere il burro e mettere i due tipi di carne e salare. Cuocere dolcemente finchè lasceranno i liquidi. Sfumare col vino bianco e lasciare evaporare. Dopo 15/20 minuti togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Tritare le carni (e tutto il sughino) con il crudo e la mortadella, aggiungere parmigiano, l'uovo, la noce moscata e aggiustare di sale. Amalgamare bene fino ad ottenere un composto morbido ma sodo. Mettere in frigo finchè stendiamo la sfoglia.
La perfezione (che raggiungerò prima o poi) sarebbe stendere col mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottilissima. Siccome la mia esperienza non mi permette di essere veloce per tenere comunque la pasta morbida (l'aria e il caldo del riscaldamento sono micidiali per questo, mentre andranno benissimo se facciamo tagliatelle e affini), ho optato per stendere la sfoglia con la macchinetta, usando meno farina possibile per evitare che poi secchi la pasta e portandola fino allo spessore più fino possibile. La pasta in attesa di essere stesa va lasciata nella pellicola sempre per preservarne l'umidità.
Ricavare dei quadrati 4x4 cm dalla sfoglia. Estrarre il ripieno dal frigo, prelevarne dei pezzettini della grandezza di una piccola nocciola e posizionarne uno su ogni quadrato.
Per confezionare un tortellino, prendere il quadratino e piegate a triangolo (punta con punta) premendo bene per far aderire la pasta. Se dovesse essere secca, inumidirla leggermente con dell'acqua in corrispondenza della chiusura. Piegare la punta del triangolo verso l'alto. Appoggiare il triangolo sul dito indice e unire le due punte sotto il dito, premendo per farle aderire.
Riporre il tortellino su una tovaglia infarinata leggermente o su una gratella per farli asciugare.
Scaldare il brodo e cuocere 5 minuti i tortellini. Servire bollentissimi e gustare.

Note:
-Il ripieno della ricetta originale non prevede la carne di vitello, è stata un'aggiunta suggerita dalla mamma.
-Ho trovato bello e utile questo video della mitica Alessandra Spisni, una donna un mito. Praticamente un piccolo corso : http://www.youtube.com/watch?v=k50D-5C4sgI
-Vi invito a visitare anche il sito della Dotta Confraternita del Tortellino http://www.confraternitadeltortellino.it/ita/


mercoledì 20 novembre 2013

Idee per Natale: Tartufi al cioccolato

E' tempo di pensare ai regalini di Natale, a me sembra che manchi tantissimo ma in verità è in questo momento che bisogna iniziare a programmare soprattutto se i nostri pensierini sono dolci, cioccolatini e lievitati.
Il grosso del lavoro è tutto concentrato in poco tempo visto la deperibilità di molti di essi e quindi serve un po' di organizzazione. Nel frattempo guardiamoci in giro per scovare scatoline, nastri e cordine e rendere il nostro regalo molto carino!


Tartufi di cioccolato
 per 10/12 tartufi
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro
120 gr di zucchero 100 gr di zucchero
cacao amaro
a scelta: cocco disidratato, nocciole tritate, pepe macinato (per me Grani del Paradiso Cannamela)

Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. In una ciotola lavorarlo energeticamente con lo zucchero fino a che risulterà montato.
Sciogliere il cioccolato spezzettato a bagnomaria (o nel microonde) mescolando di tanto in tanto. Lasciarlo intiepidire e aggiungerlo al composto di burro e zucchero. Mescolare con un cucchiaio di legno per amalgamare bene e mettere in frigo 2 ore.
Per realizzare dei tartufini aromatizzati, dividere il composto in tante parte quanti sono i gusti da realizzare e aggiungere a piacere gli ingredienti. Io ho fatto dei tartufini al cocco, alcuni con la farina di nocciole e una parte con polvere dei Grani del Paradiso, una particolare varietà di pepe chiamato anche pepe Melegueta, tipico delle isole dell'Africa Tropicale Occidentale che presenta note aromatiche di cardamomo e zenzero.
A questo punto, sia che i tartufi siano aromatizzati oppure no, formare delle palline della dimensione di una noce, rotolarli in abbondante cacao amaro e sistemare nei pirottini di carta.








lunedì 18 novembre 2013

Cosmofood a Vicenza...siete ancora in tempo!

E' iniziata sabato 16 novembre, in scena per la prima volta a Vicenza COSMOFOOD, fiera dedicata al food, beverage e technology.
Sono stata a Cosmofood sia sabato che domenica, e vi consiglio se avete tempo di farci un giretto domani per l'ultimo giorno della manifestazione.


Sabato, ad un'ora dall'apertura della Fiera, ero al primo dei corsi che avevo prenotato ...ImpastaImpara, tenuto dalla bravissima Annamaria Davoli. Due ore di mini corso, ma molto intenso... Ognuno ha impastato il proprio panetto, steso la pasta e - se non proprio imparato - visto e provato a fare diversi formati di pasta fresca e ripiena. Due ore son troppo poche ovviamente, ma la professionalità di Annamaria hanno fatto sì che ognuno (eravamo più di venti credo) è stato seguito singolarmente per quanto riguarda sia l'impasto che la stesura. 



 Nel pomeriggio io e il santo che mi sopporta abbiamo partecipato a un corso-degustazione sui formaggi, tenuto dal Delegato ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio) di Vicenza.
 E poi, il corso sul lievito madre tenuto da Sara Tosato e Patrizia Zaggia, food blogger di "Le cucine di casa nostra" ... abbiamo preparato il nostro "starter" - che diventerà lievito madre speriamo tra una quindicina di giorni -  approfondito su come fare i rinfreschi, sulle farine da utilizzare e in ogni caso...ognuno è tornato a casa con un pezzetto di lievito madre delle simpatiche organizzatrici del corso (così niente panico se il nostro non partirà), un piccolo vademecum sul lievito madre e un bellissimo sacchetto porta pane (per me porta baguette/porta grissini) homemade.
Adesso, bisogna solo panificare!!!!




Insomma sabato è stato veramente impegnativo! Ieri invece mi sono veramente goduta ogni stand presente, assaggiato l'impossibile e girato tutta la fiera in compagnia del santo che mi sopporta e di alcuni amici...insomma un bel pomeriggio divertente all'insegna del buon cibo!!! Ho scattato molte foto, alcune le trovate nella pagina facebook.
E se volete, c'è ancora domani per fare un giro a Cosmofood!!!

lunedì 4 novembre 2013

Fiera Cosmofood - food, beverage & technology


due coccinelle in cucina collabora con la Fiera Cosmofood di Vicenza

Sta per andare in scena a Vicenza la prima edizione di Cosmofood dal 16 al 19 novembre!
La prima fiera del Triveneto dedicata alle eccellenze enogastromiche italiane, alla ristorazione, alle tecnologie e attrezzature professionali.
Cosmofood si annuncia come un evento innovativo, con un ricco programma di eventi e momenti di formazione dedicati al pubblico, ma anche ai professionisti del food, beverage & technology.
Per le aziende produttrici di tecnologie significa poter incontrare i professionisti del settore, ristoratori, chef, pasticceri, baristi,esercenti di pubblici esercizi, presentando le ultime novità, proponendo corsi di formazione e iniziative specifiche per facilitare il contatto con i potenziali acquirenti. Per il pubblico significa vivere un’esperienza emozionante con la possibilità di seguire eventi, show cooking, dimostrazioni e degustazioni facendo acquisti direttamente in fiera.
Sono attesi a Cosmofood 200 espositori provenienti da tutte le Regioni italiane ospitati nel Padiglione G (Ingresso Est) di Fiera di Vicenza, articolati in sei aree tematiche dedicate a specialità, vini, birre, ristoranti, alimenti bio, tecnologie e attrezzature professionali.
Grazie alle numerose partnership attivate, Cosmofood sarà un evento interattivo e dinamico con un ricco calendario di appuntamenti rivolti agli appassionati di cucina e arte pasticcera, seminari, corsi di degustazione di oli, formaggi, grappe, incontri di formazione e dimostrazioni.

Numerosi i corsi ai quali si potrà partecipare: (clicca sul link per maggiori info)
Carving FruitCupcakes!
L'arte della biscotteriaIMpasta IMpara
Conosci il Galateo?Impariamo a fare la pasta madre





Queste sono le degustazioni in programma: (clicca sul link per maggiori info)

Le eccellenze del MeridioneDegustazione Olio
Laboratorio birra e formaggiLaboratorio birra e salumi
Le eccellenze del Nord ItaliaDalla Grappa alle Grappe
Degustazione FormaggiSpirito Divino
Monotematica sul Tai Rosso





Non è tutto qui! Durante i quattro giorni della manifestazioni si potrà assistere a diversi seminari e dimostrazioni in diretta.
Tutte le informazioni si trovano alla sezione Eventi del sito http://cosmofood.it/

Noi ci andiamo... e tu?








giovedì 24 ottobre 2013

Dal mondo: Uramaki


E' passata tutta l'estate, sono passate le vacanze, è passato settembre con il mio 30esimo compleanno. E' passato tutto senza mai venire qui a scrivere le tantissime cose ed esperienze che ho fatto...Ma ci sono.
Ogni volta che pensavo di scrivere e poi non ci riuscivo mi tornavano in mente le parole che qualcuno di voi mi aveva scritto appena aperto il blog e cioè che la difficoltà sarebbe stata non perdere l'entusiasmo, e riuscire a continuare con costanza in questa avventura. E' proprio vero, è molto difficile ma non ho gettato la spugna. Ci sono, con altri tempi e altri modi. Ci sono.

2° appuntamento con il Giappone
Makisushi:

Una polpettina, cilindrica o conica, formata con l'aiuto di un tappeto di bambù detto makisu . Il Makizushi è il tipo di sushi più familiare alla maggior parte degli occidentali. Generalmente è avvolto nel nori, un foglio di alga seccato che racchiude il riso ed il ripieno. In base alla forma e struttura prende il nome di:
  • Futomaki : vedi la ricetta per Futomaki
  • Uramaki (rotoli interno-esterno). 裏巻き. Una polpetta cilindrica con il nori all´interno, di dimensioni medie e con due o più ripieni. Il ripieno è al centro circondato da un foglio di nori, quindi uno strato di riso ed una guarnizione esterna di un altro ingrediente, come uova di pesce o semi di sesamo tostati. cit. Wikipedia


Uramaki
(per 12 pezzi)
2 fogli di alga nori
riso per sushi precedentemente preparato (vedi la ricetta)
2 rotolini di surimi di granchio
1 avocado
1 cetriolo
1 confezione di Philadelphia
1 vasetto di tonno sott'olio in tranci (per me Asdomar)
sesamo bianco
sesamo nero

1 stuoia di bambù (detto Makisu) - si trova nei negozi asiatici
pellicola alimentare

Preparare una ciotola con acqua e aceto di riso (o aceto di mele) per inumidire le mani
mentre si sparge il riso e che servirà anche dopo per il taglio.
Tagliare a striscioline sottili l'avocado già sbucciato, il cetriolo (usare solo la parte più vicina alla buccia), il surimi e il tonno.
Ricoprire la stuoia di bambù con la pellicola alimentare. Posizionare l'alga sulla stuoia (la parte lucida verso il basso), inumidirsi le mani con l'acqua e aceto e stendere il riso sull'alga, partendo dal centro verso l'esterno, riempendo totalmente l'alga.
Spargere a piacere il sesamo bianco e nero sul riso, senza esagerare.
Prendere la foglia d'alga da una parte e con uno scatto secco e veloce, capovolgerla in modo che il riso sia a contatto con la pellicola.
Posizionare orizzontalmente gli ingredienti sull'alga formando una riga, mettendo gli ingredienti uno sopra all'altro.
Solitamente uso le stesse combinazioni dei futomaki: tonno, avocado e philadelphia; cetriolo e surimi; surimi, avocado e philadelphia. Sono buonissimi anche con tonno fresco, salmone, gambero (cotto o in tempura) combinati con altri ingredienti tipo cetriolo o l'avocado. Si usano di solito massimo 3 ingredienti, tagliando i vari elementi a bastoncino di circa 1 cm di spessore.
Arrotolare come fosse un involtino, alzando il bordo più vicino a voi della stuoia e tenendo fermi gli ingredienti con le dita. Tenendolo sempre ben fermo con le mani arrotolarlo ancora un po' oltre per far aderire bene.
Togliere il rotolo dalla stuoia e posizionarlo su un tagliere.
Bagnare il coltello con l'acqua e aceto durante l'operazione di taglio perchè non appiccichi troppo.
Tagliare il rotolo a metà, in seguito tagliate le due metà in 3 parti. Volendo si può avvolgere il rotolino con una sottile striscia di alga. Ripetere tutto dall'inizio con l'altro foglio di alga per ottenere gli altri 6 pezzi.


Servire con una ciotolina di salsa di soia a parte, wasabi e zenzero candito.






venerdì 21 giugno 2013

Dal mondo: Maki sushi

Ho una fissazione per il Giappone.
Tutto è nato tantissimi anni fa leggendo il libro "Memorie di una geisha"; sebbene il film sia uscito non molti anni fa, il libro è stato pubblicato nel 1997 e l'ho letto credo una decina di volte. Il film per me è stato (come al solito) una grande delusione, una banalizzazione estrema di un libro che invece è molto dettagliato e ricco di particolari dell'antico mondo delle geishe.
Da quel libro poi ne ho letti altri 5-6 sull'argomento ma il preferito rimane sempre lui.
Il Giappone mi piace per le rigide regole dell'estetica, per i giardini giapponesi e della formalità del rito del tè. E...beh il cibo, ovvio. Spero prima o poi di andare finalmente in Giappone e assaggiare il vero cibo giapponese.
Ormai io e il santo che mi sopporta abbiamo fatto i maki un bel po' di volte, ma non sono mai perfettissimi come vorrei e ho sempre rimandato la pubblicazione. Ora mi sono decisa....


Riso per sushi
(per 24 maki circa)
250 gr di riso per sushi
300 ml di acqua
50 ml di aceto di riso (oppure aceto di mele o condimento per sushi)
25 gr di zucchero
5 gr di sale
2,5 gr di alga (io non l'ho mai messa)

Sciacquare il riso in una grande ciotola (mai di acciaio) sino a quando l'acqua non diventa limpida.
Versare il riso in una pentola, mettere l'acqua ed eventualmente l'alga.
Cuocere a fuoco medio/alto per 10 minuti, con coperchio. Poi abbassare la fiamma e cuocere a fuoco basso per 12 minuti. Passato il tempo, spegnere e lasciare nella pentola con il coperchio per altri dieci minuti. Importante: non togliere mai il coperchio, nè durante la cottura nè durante il tempo di riposo.
Nel frattempo preparare il condimento per il riso sciogliendo lo zucchero e il sale nell'aceto a fuoco bassissimo, e spegnere prima che inizi a bollire.
Passato il tempo di riposo del riso, aprire il coperchio (se c'è togliere l'alga)  e versarlo in un contenitore basso possibilmente di legno (mai di acciaio comunque). Versare il condimento sul riso sgranandolo bene e mescolando con attenzione. Coprire con un panno e lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente. Ora è pronto per essere utilizzato.


Makisushi:
Una polpettina, cilindrica o conica, formata con l'aiuto di un tappeto di bambù detto makisu . Il Makizushi è il tipo di sushi più familiare alla maggior parte degli occidentali. Generalmente è avvolto nel nori, un foglio di alga seccato che racchiude il riso ed il ripieno. In base alla forma e struttura prende il nome di:
  • Futomaki (rotoli larghi). 太巻き. Una polpetta cilindrica, con il nori all'esterno, tipicamente alta due o tre centimetri e larga quattro o cinque. È spesso fatta con due o tre ripieni scelti in modo da completarsi a vicenda in gusto e colore. cit. Wikipedia
Futomaki
(12 circa)
2 fogli di alga nori
riso per sushi precedentemente preparato (vedi sopra)
2 rotolini di surimi di granchio
1 avocado
1 cetriolo
1 confezione di Philadelphia
1 vasetto di tonno sott'olio in tranci (per me Asdomar)

1 stuoia di bambù (detto Makisu) - si trova nei negozi asiatici

Preparare una ciotola con acqua e aceto di riso (o aceto di mele) per inumidire le mani
mentre si sparge il riso e che servirà anche dopo per il taglio.
Tagliare a striscioline sottili l'avocado già sbucciato, il cetriolo (usare solo la parte più vicina alla buccia), il surimi e il tonno.
Stendere orizzontalmente la stuoia di bambù e posizionarci sopra un foglio di alga nori con la parte lucida verso il basso.
Allineare la parte più vicina a voi della nori con il bordo della stuoia.
Inumidire le mani nella bacinella con acqua e aceto e posizionare il riso partendo dal centro del foglio di nori verso i bordi con le mani lasciando circa 3cm liberi dal riso lungo il bordo superiore.
Posizionare orizzontalmente gli ingredienti formando una riga al centro dell'alga, mettendo gli ingredienti uno sopra all'altro.
Solitamente uso queste combinazioni: tonno, avocado e philadelphia; cetriolo e surimi; surimi, avocado e philadelphia.
Inumidire leggermente il bordo superiore della nori lasciato libero per facilitare la chiusura del futomaki quando sarà arrotolato.
Per arrotolare alzare il bordo più vicino a voi della stuoia tenendo fermi gli ingredienti con le dita e arrotolarlo fino a che non tocca il bordo del riso. Tenendolo sempre ben fermo con le mani arrotolarlo ancora un po' oltre per far aderire bene l'alga nori.
Togliere il rotolo dalla stuoia e posizionarlo su un tagliere.
Bagnare il coltello con l'acqua e aceto durante l'operazione di taglio perchè non appiccichi troppo.
Tagliare il rotolo a metà, in seguito tagliate le due metà in 3 parti.


Servire con una ciotolina di salsa di soia a parte, wasabi e zenzero candito.

lunedì 20 maggio 2013

Cheesecake americana con frutti di bosco

Oggi ( alla faccia del tempo sempre piovoso e neanche tanto primaverile) sono andata a comprare la gelatiera, in quella nota catena di discount tedeschi...vabbe' Lidl insomma. In quanto a piccoli elettrodomestici non si fanno mai mancare nulla, e devo dire, non ho mai avuto problemi. Vedremo un po' cosa penserò prossimamente.
L'avventura col Circolo Enologico Leoniceno Colli Berici prosegue, ah...sono stata eletta Vice-Presidente. :-) Ieri siamo stati ospiti a Soave (città e patria dell'omonimo vino veronese) nel contesto del bellissimo palazzo del Municipio con castellane, spadarini e sbandieratori. Purtroppo avrete sentito Soave come altri paesi limitrofi e alcune zone di Vicenza sono stati flagellati ancora una volta dalle violente piogge e dalle esondazioni, e la manifestazione è stata appunto spostata nel Municipio invece che all'interno delle mura del bellissimo castello che è il simbolo della città. Ieri mattina c'era (tanto per cambiare) un altro diluvio universale in atto, fortuna che poi ha smesso....Avremmo veramente bisogno di un po' di primavera! Speriamo che la stagione migliori va'.
Questa è la versione "cotta" della cheesecake, che quasi preferisco a quella fredda. Ho usato una variante per formare la base, ho usato i biscotti tipo pavesini e una confettura per la copertura.

Cheesecake americana con copertura ai frutti di bosco

    6 pacchettini di pavesini
      50 gr di burro
        250 gr di mascarpone
          250 gr di ricotta
            100 gr di zucchero
              1 bustina di vanillina (per me 1 stecca di vaniglia)
                2 uova
                per la copertura:
                marmellata di frutti di bosco q.b. (in alternativa 200 gr di fragole + 1 cucchiaio di zucchero a velo + 100 gr di frutti di bosco)


                Tritare i biscotti al mixer. Sciogliere il burro e aggiungerlo ai biscotti tritati, mescolando per farlo assorbire.
                Foderare con carta forno una tortiera con la cerniera e versarvi il composto di biscotti, pressando bene con un cucchiaio per farlo aderire.
                A parte lavorare con le fruste il mascarpone, la ricotta, la vanillina (o i semi di vaniglia) e le uova.
                Versare la crema nel guscio di biscotti e cuocere in forno a 170 c° per 60 minuti. (forno statico)
                Lasciar raffreddare e guarnire con la confettura. In alternativa alla confettura, cuocere le fragole tagliate a piccoli pezzi con lo zucchero a velo finchè saranno morbide. Versate sulla torta raffreddata e guarnire con i frutti di bosco. In entrambe le varianti far riposare la torta in frigo qualche ora prima di servirla.

                giovedì 2 maggio 2013

                F.I.P. Federazione Italiana Pasticceri: grazie.

                La F.I.P. è la Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria, associazione nazionale che raggruppa professionisti del settore, con lo scopo di fornire formazione professionale, organizzare eventi e...insomma, valorizzare il nostro made in Italy e la indiscussa maestria italiana in questo settore.
                La F.I.P. per chi come noi foodblogger ha il grande desiderio di imparare le varie tecniche, ricette e lavorazioni, è qualcosa di quasi "mitico": un insieme di grandi professionisti, di insegnanti, di aziende che producono e commercializzano attrezzature per la lavorazione e creazioni dei nostri amati dolci.
                E' stato un grandissimo piacere leggere le parole che la F.I.P. ha riservato a nostri foodblogger, che ha capito e apprezzato la qualità più spiccata di chi porta avanti un blog: la passione.


                "La Federazione Italiana Pasticceria Gelateria Cioccolateria ha molto a cuore la realtà dei Food Blogger.
                Persone, storie e passioni ci accomunano molto. Per questo abbiamo voluto premiarli con “l’Approvazione Ufficiale FIP“.

                ..."A tutti i Food Blogger approvati, Auguriamo tanta visibilità e tante soddisfazioni nel mondo del Food. Insieme possiamo realizzare grandi cose e fare una sana cooperazione per portare in alto i prodotti della nostra penisola in giro per il mondo…e in giro per il Web! Grazie di cuore." cit.

                Che bello leggere queste parole! Quando la passione è il tavolo comune per creare qualcosa di bello insieme...
                Inutile nascondere la soddisfazione e l'emozione di questo riconoscimento. Non vedo l'ora di scoprire quali idee e progetti hanno pensato per noi!


                Potrete vedere tutti i blog già approvati qui.
                Rimanete aggiornati su www.federazionepasticceri.it

                lunedì 15 aprile 2013

                Whoopie...finalmente!

                Ho talmente tante cose da raccontarvi che non so bene da dove iniziare.
                Sono entrata a far parte (con il santo che mi sopporta e alcuni nostri amici) del "Circolo Enologico Leoniceno dei Colli Berici", una confraternita che ha sede nella mia città e che ha il fine di promuovere e valorizzare vini e piatti tipici della nostra zona. Fa parte della F.I.C.E. (Federazione Italiana Circoli Enogastronomici) che è il più grande raggruppamento di confraternite, circoli e associazioni che seguono lo scopo di tutela e diffusione dell’enogastronomia tradizionale italiana. Di lì a un paio di settimane, complice il fatto che si doveva rinnovare il Consiglio direttivo del Circolo (e pure la voglia di un ricambio generazionale)...io, il santo che mi sopporta e due amici siamo stati eletti Consiglieri per i prossimi 4 anni.
                Sono molto felice (e ho già una lista di idee da proporre...) anche perchè sarà l'occasione ideale per conoscere tante altre confraternite, prodotti, produttori. 
                Infatti durante l'anno molte delle 150 confraternite iscritte organizzano un ritrovo per le altre confraternite d'Italia con la presentazione di realtà del proprio territorio e dei propri piatti tipici: domenica prossima andremo al 13° Convivio organizzato dalla Confraternita del Gorgonzola di Cameri (NO), con visita di una cantina, degustazione di vini e pranzo - ovviamente con menù dedicato al Gorgonzola. 
                Credo sarà una piacevola giornata e che...mi toglierò la voglia di gorgonzola!!!
                Intanto con le novità mi fermo qui e vi lascio (finalmente) la ricetta dei

                Whoopie Pies
                (per 8 persone)
                250 gr di farina 00 (per me Dolci e Sfoglie Rosignoli Molini)
                120 gr di burro ammorbidito
                1 uovo
                200 gr di zucchero di canna
                50 gr di cacao amaro
                250 ml di latte
                1 cucchiaino di lievito per dolci
                1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
                1 baccello di vaniglia
                1 pizzico di sale
                per farcire
                mascarpone q.b.
                zucchero a velo vanigliato q.b.

                Nella planetaria (o in una ciotola) montare il burro con lo zucchero e i semini ricavati dal baccello di vaniglia. Successivamente aggiungere l'uovo. Setacciare la farina con il cacao, il lievito, bicarbonato e il sale, aggiungendone metà al composto. Diluire con metà del latte tiepido e amalgare il composto, poi aggiungere il mix di polveri e il latte rimanenti. Disporre ben distanziati tra di loro, delle semisfere di composto su una placca ricoperta di carta forno. 
                Cuocere in forno a 180 C per 12-13 minuti. Saranno pronti quando al tatto risulteranno morbidi. Toglierli quindi dal forno e lasciarli raffreddare su una gratella.

                Per farcire mescolare semplicemente il mascarpone con lo zucchero e spalmare su metà dei dolcetti preparati. Coprire con l'altra metà e servire.






                mercoledì 3 aprile 2013

                Whoopie!

                Oggi interrompo finalmente la latitanza dal blog. Dalla settimana prossima credo riuscirò a rimettermi in riga, finalmente. Quante cose vi devo raccontare...

                Innanzitutto vi devo dire che torno da una Pasquetta con i fiocchi...di neve!
                Quest'anno abbiamo fatto gli alternativi. Siamo partiti con un gruppetto di amici domenica pomeriggio in direzione di Giazza (provincia di Verona, una cinquantina di Km da dove abitiamo) per passare la notte e la Paquetta in un rifugio di montagna. Solitamente in questo periodo la neve non ci dovrebbe essere quasi più, invece là ( e non credete, sono appena 1336 m!) ce n'era più di un metro e mezzo e siamo arrivati mentre iniziava di nuovo a nevicare. Una bella scarpinata di 45 minuti a piedi sotto una neve copiosa e finalmente al calduccio in rifugio! Lo so che fa ridere...ma io non ero mai stata in montagna con la neve. Forse un paio di volte da piccola mi hanno portato sulla neve in giornata, ma nulla di più. Bellissimo! Su al rifugio, i cumuli di neve erano alti fino a coprire le finestre al piano terra. E il mattino dopo, un sole che illuminava tutto questo candore. Ovviamente, al momento di rimettersi in marcia per scendere verso valle, di nuovo neve. Ma va bene così. Ero la più scettica sul fatto di andare, ma hanno fatto bene a insistere i miei amici...è stato proprio bello.

                Domani sera vado a fare un corso per la preparazione di pane e pizza fatti in casa, tenuto dallo chef di un ristorante. Non credo farò foto però cercherò di capire tutto per bene e poi di fare delle belle ricettine. 

                Venerdì sera devo andare ad una serata che potrebbe portare delle belle novità...Spero di potervene parlare presto. 
                E poi domenica inizia il Vinitaly. Quest'anno non ho scuse o imprevisti che tengano, vado finalmente! 

                Bene, volevo lasciarvi la ricetta dei Whoopie Pie, ma mi sembra di essermi dilungata anche troppo.
                Torno, spero presto, con la ricetta e tante novità ancora.


                venerdì 8 marzo 2013

                Metti una sera a cena...

                E' passato un mese dall'ultimo post, ma ci sono. Probabilmente tra qualche settimana ci sarò un po' di più, e per certi versi ciò non è buon segno, perchè vorrà dire che avrò del tempo libero durante il giorno.
                Ma sarà un altro momento per riprogettare tante cose, fare nuovi progetti e sognare in qualcosa di diverso.
                Questi gnocchi sono stati uno dei piatti con cui io e il santo che mi sopporta abbiamo festeggiato il nuovo anno. Possono essere ovviamente preparati anche per una cena carina e romantica, metti una sera a cena dove - se pure voi avete un santo che vi sopporta - potrete passare del tempo preparando insieme la cena e poi gustarvela. Sapete che le grandi aziende organizzano corsi di cucina per fare team building tra dipendenti, no? Ecco credo che cucinare assieme unisca veramente, è un po' l'unione fa la forza insomma.
                Noi abbiamo unito le nostre forze per:

                Gnocchetti al nero di seppia con salsa al branzino e zafferano
                da GialloZafferano
                per due persone:
                500 gr di patate
                125 gr farina 00 (per me Pasta fresca e gnocchi - Rosignoli Molini)
                1/2 bustina di nero di seppia
                sale q.b.
                per la salsa
                150 gr di filetti di branzino
                1/2 bustina di zafferano
                100 ml di panna fresca
                1 rametto di rosmarino
                50 gr di burro
                1 spicchio d'aglio
                1/2 bicchiere di vino bianco
                sale e pepe q.b.
                erba cipollina q.b.


                Innanzitutto preparare gli gnocchetti: lessare le patate in acqua salata, sbucciarle, passarle al setaccio e farle raffreddare. Successivamente incorporare il nero di seppia, la farina e il sale. Come sempre con gli gnocchi, cercate di lavorare meno possibile l'impasto.
                Formare dei rotolini e tagliare a tocchetti piccoli. Adagiare su un piatto infarinato ben distanziati tra di loro e lasciar riposare per 15 minuti.
                Per la salsa di spigola e zafferano: spellare i filetti di branzino scottando i filetti dalla parte della pelle in una padella contenente pochissima acqua. Una volta scottati, spellarli e farne dei cubetti. Metterli in una padella contenente il  burro, lo spicchio di aglio e il rosmarino. 
                Aggiungere il vino bianco, lasciare sfumare e salare. Sciogliere lo zafferano nella panna e metterlo da parte.
                Dopo qualche minuto (dipenderà dallo spessore dei filetti) passare il pesce nel mixer, eliminando preventivamente rosmarino ed aglio. Mettere la salsa ottenuta nella padella insieme alla panna e allo zafferano e amalgamare bene la salsa.
                Lessare gli gnocchi nell’acqua in ebollizione e appena vengono a galla, buttarli nella padella contenente la salsa di branzino e zafferano, amalgamare brevemente ed infine spolverizzare con erba cipollina o prezzemolo. Servite immediatamente.

                martedì 5 febbraio 2013

                Segnalato da me: Panificio Rossi Federico - Sorio di Gambellara (VI)

                Ci sono posti che secondo me vale la pena di conoscere. Vale la pena di andarci per assaggiare le cose buone, per la simpatia, per il sorriso che trovi sempre sui visi delle persone. Vale la pena per tante cose ed è assolutamente un mio giudizio personale. Se vi fidate, ecco quando vedrete "Segnalato da me" è perchè conosco personalmente quelle persone, perchè ci ho fatto lunghe chiaccherate, perchè io per prima ho assaggiato.
                Uno di quei posti è il Panificio Rossi Federico di Sorio - Gambellara (VI) -patria dell'omonimo vino e del famoso Recioto di Gambellara.
                Partiamo dall'anima di questo posto: Federico Rossi.
                 Una persona che ama fare il suo lavoro, pieno di idee, di progetti e di testardaggine nel voler fare una piccola "battaglia" contro le farine raffinate, contro l'appiattimento dei gusti e continuando a proporre sapori di un tempo che andrebbero persi. Una persona che quando ci parli, per forza di cose ti trasmette una passione, un entusiasmo, una voglia di fare cose buone...
                E' un panettiere che sta nel suo negozio, parla con la gente, spiega instancabile le proprietà di una farina piuttosto che di un'altra, dà consigli e ricette. E continua a sperimentare, a proporre cose nuove, a provare ricette nuove.
                Il luogo: fino a giugno dell'anno scorso era la classica "bottega" di paese, un microcosmo in pochi metri quadrati: panificio, salumi, prodotti freschi da frigo, formaggi, generi alimentari, vino, bibite. Da luglio dell'anno scorso, dopo una totale quanto sbalorditiva ristrutturazione, il Panificio oltre ad avere tutte le cose di prima è anche bar. Il che vuol dire che la domenica mattina una colazione con una brioche artigianale e mega cappuccino non me la leva nessuno.
                Le iniziative: da novembre dell'anno scorso, ogni giovedì presso il Panificio c'è una degustazione a tema.
                La serata hamburger e piadine con i panini di farro monococco, la serata del musetto (cotechino) col cren, la serata pane e salame (e non solo), la serata dei pandori e dei panettoni. Ne sto saltando sicuramente delle altre che non mi vengono in mente. Purtroppo niente foto perchè ero troppo intenta nel mangiarmi tutto, e credo che Federico abbia seriamente pensato di non farmi più entrare perchè ogni volta mangio per tre!!!
                Giovedi questo siete in zona? Serata frittelle: con crema, con cioccolato, all'uvetta e con pere e gocce di cioccolato ovviamente accompagnate dal vino RECIOTO di Gambellara.
                Da assaggiare: Il pane ovviamente, tutto. Il pane generalmente è con la farina di tipo 1, a volte con particolare presenza di crusca. Un sapore da pane d'altri tempi. Poi ci sono tutti i tipi di pane particolare, con la farina di farro monococco, ai cereali con malto tostato e semi, con farina di mais, con l'uvetta e il pane La Vicentina, il pane a Km 0 della provincia di Vicenza ottenuto con ingredienti 100% vicentini.
                Inoltre non potete non assaggiare il Brasadelo di Gambellara, che io ho portato fin a Torino al Salone del Gusto dove l'ho fatto assaggiare a tutto lo stand Garofalo e ai miei colleghi di Gente del Fud. Il dolce tipico di Gambellara, e Federico è l'unico produttore, che sapientemente ha recuperato l'antica ricetta. 









                La bravura di Federico è fuori dubbio, ma la simpatia e il sorriso di sua moglie Cristina sono impareggiabili! Quando entri in un posto e trovi gentilezza, simpatia e un sorriso gratuito...a me sembra che tutto il mondo vada meglio. Se in un posto trovo tutto questo e mangio cose buone... A quel punto il mondo va proprio meglio.

                giovedì 24 gennaio 2013

                Chiudiamo col Natale!

                Ho tutta l'intenzione di chiudere il capitolo Natale mostrandovi questi pandorini mono-porzione . Ho preparato anche il torrone morbido ricoperto e qualche altro dolcetto, solo che mica posso postarli a Carnevale! Ma i pandorini che mi hanno tenuta impegnata una giornata intera, con varie paranoie ("Ma crescono??? ma saranno cotti???Ma saranno buoni???") devono assolutamente essere pubblicati.
                Per il resto, tutto è sempre frenetico. Le giornate passano veloci, la sera riesco a mettermi tranquilla verso le dieci e la mia capacità di scrivere qualcosa di buono -dopo 8 ore davanti al computer.- è praticamente nulla. La piccola gattina Mia in compenso è una grande fanatica di tecnologia, finchè scrivo o vuole prendere il puntatore del mouse dallo schermo oppure schiaccia tutti i tasti della tastiera! In alternativa cerca di prendere  le immagini dentro lo schermo della tv...Insomma tecnologica la gattina!
                Portate pazienza dai...e beccatevi i pandorini!

                Pandorini delle Sorelle Simili

                Ingredienti :
                450 gr farina manitoba (per me Manitoba Rosignoli Molini)
                135 gr zucchero,
                170 gr burro,
                4 uova,
                18 gr lievito di birra,
                acqua qb,
                1 cucchiaino di sale , 
                1 stecca di vaniglia,
                burro  per lo stampo io ho usato stampo in silicone mod. SF100 Pandorino di Silikomart
                zucchero a velo (San Martino) per spolverizzare il pandoro

                1: il lievitino
                15 gr lievito di birra,
                60 gr acqua tiepida,
                50 gr farina manitoba (per me Manitoba Rosignoli Molini)
                1 cucchiaio di zucchero (circa 10 gr),
                1 tuorlo.
                Unire tutti gli ingredienti in una ciotola e amalgamare bene fino ad avere il composto liscio e omogeneo.
                Coprire bene con la pellicola e lasciare  lievitare in luogo tiepido finchè non sarà raddoppiato.
                2: da unire al lievitino
                200 gr farina manitoba (per me Manitoba Rosignoli Molini)
                3 gr lievito di birra,
                25 gr zucchero,
                30 gr burro,
                2 cucchiaini d'acqua,
                1 uovo
                Prendere la ciotola del lievitino e unitevi il lievito di birra, sciolto in un pò di acqua tiepida, la farina, lo zucchero e l'uovo.
                Mescolare tutti gli ingredienti nell'impastatrice con il gancio e poi unire il burro. Impastare bene finchè non sarà tutto amalgamato. Rimettere l'impasto nella ciotola e fare lievitare finchè non sarà raddoppiato.


                3:  da aggiugere all'impasto:
                200 gr farina manitoba (per me Manitoba Rosignoli Molini)
                100 gr zucchero,
                2 uova,
                1 cucchiaino di sale,
                i semini di una stecca di vaniglia 

                140 gr burro a temperatura ambiente per la sfogliatura.
                Appena sarà lievitato unire lo zucchero, la farina, il sale, e la vaniglia .
                Amalgamiamo bene tutti gli ingredienti, facendolo incordare bene con l'impastatrice.  Aggiungere un uovo alla volta solo quando il primo sarà stato ben assorbito. Rimettere l'impasto in una ciotola unta di burro e lasciare lievitare coprendolo bene fino al raddoppio.Trascorso questo tempo mettete tutto in frigo per 30-40 min.

                4 : le sfogliature (e viene il bello!)
                Trascorso il tempo, lavorare leggermente a mano l'impasto prima di passare alla sfogliatura.A questo punto stendere la pasta formando un quadrato dove mettere al centro il burro a pezzi a temperatura ambiente.Chiudere il tutto all'interno dei 4 lembi di pasta, portando cioè ogni angolo al centro del quadrato.
                Passare sopra il mattarello finchè non risulta una striscia lunga, che andrà piegata a libro in 3 pezzi.
                Rimettere in frigo per altri 20 minuti. Ripetete questa operazione per almeno 3 volte.
                5: la formazione dei pandorini (mia soluzione, probabilmente tecnicamente sbagliata ma ha funzionato)
                (questo perchè di solito si fa solo un pandoro grande, mentre io avevo gli stampini monoporzione Silikomart)
                Appena finito  l'ultima sfogliatura, formare un rotolo (anzichè la tradizionale palla) e tagliare con una lama affilatissima in modo da non stracciare l'impasto, un pezzo. Formare una pallina portando i bordi sopra e metterla negli stampini mono porzione.  (la parte liscia va messa quindi sotto e la parte con i lembi ripiegati in alto).
                Lasciate lievitare al tiepido finchè non arriverà al bordo dello stampo.
                La cottura del pandoro
                Infornare i pandorini a  170° per 10 min  e poi a 160° per altri 10min,  con  prova stecchino perchè ogni forno è diverso.
                Spolverizzare con zucchero a velo o come nel mio caso, decorare con cioccolato bianco fuso e riccioli di cioccolato bianco.  
                NB. se non mangiati subito, basta semplicemente riscaldarli leggermente perchè tornino morbidissimi anche 2-3 giorni dopo.



                mercoledì 9 gennaio 2013

                Tanti piccoli igloo

                Ho visto questa ricetta, anche se di cucinato non ha nulla, dalla amata/odiata Benedetta P. presentata e realizzata da Dalila, la cake designer.
                Mi è piaciuta subito quando l'ho vista e mi sembrava tutto sommato abbordabile, anche se la sua versione era molto più ricca della mia ma non avevo intenzione di andare alla ricerca dell'isomalto che non saprei nemmeno dove trovare nè tantomeno comprare coloranti vari.
                La mia versione è veramente basilare, ma credo sia un modo carino di servire il solito e già buonissimo panettone. Io ho usato i panettoncini, chiaramente se ricoprirete un panettone grande farà ancora più effetto!
                Non sono carini?

                Panettoncini che diventano Igloo 
                per 3 panettoncini
                panettoncini da 100 gr (oppure un panettone da 750 gr)
                500 gr di pasta di zucchero bianca
                perline argentate per dolci
                qualsiasi altra decorazione



                Togliere lo stampo di carta dai panettoncini. Nel caso usiate un panettone grande, potrebbe essere il caso di tagliare un paio di cm dalla base per abbassare un po' l'altezza del panettone.
                Prendere la pasta di zucchero e lavorarla tra le mani finchè diventerà morbida e omogenea. Stenderla con il mattarello a uno spessore di 2-3 mm.
                Ritagliare un cerchio un po' più grande del diametro del panettoncino e ricoprirlo, facendo in modo che non si crepi la pasta di zucchero nè che si formino pieghe (sembra sempre facile quando lo fanno gli altri eh?).
                Ritagliare dalla pasta di zucchero stesa una forma a mano libera di un ovale un po' sfrastagliato (dovrebbe rappresentare la neve sopra l'igloo) della misura di poco superiore della calotta del panettoncino. Bagnare leggermente con la punta delle dita in qualche punto e appoggiarla nella parte superiore del panettoncino.
                Ritagliare una striscia lunga 5/6 cm e alta 3 e curvarla per creare la "porta" dell'igloo. La mia pasta di zucchero era particolarmente morbida, così ho sovrapposto un'altro strato alla striscia per darle un po' di sostegno in più. Fare asciugare una decina di minuti già curvata ad arco. Creare un cordoncino con i ritagli per coprire la base nel caso ci fossero imperfezioni. Inumidire i bordi della "porta" dell'ingloo e farla aderire all'igloo. Decorare con perline argentate, con brillantini alimentari o qualsiasi altra cosa vogliate.

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