Non vi ho detto che anche mia mamma ha festeggiato il compleanno, esattamente 6 giorni prima di me. Per l'occasione abbiamo fatto un pranzetto familiare, a cui tutti hanno contribuito per la buona riuscita. Sono certa che chi non c'era fisicamente, ha contribuito con il pensiero.
Prima di tutto vi devo presentare il protagonista di questa ricetta: il bigolaro o torcio.
Innanzitutto, dobbiamo fare un impasto duro più che possiamo, altrimenti la pasta non riuscirà a passare attraverso i fori della piastra. Solitamente si tende o a usare un uovo in meno della solita proporzione (1 uovo ogni 100 gr di farina) oppure un po' più di farina. In Veneto, come tutto il Nord, si usa la farina di grano tenero, tipica delle nostre coltivazioni. A casa mia si è sempre fatta con le uova, anzi nella mia zona questo tipo di pasta è all'uovo, ma esistono versioni molto povere solo con farina e acqua.
Quando avremo ottenuto l'impasto, va introdotto a piccoli pezzi all'interno del torcio dall'imboccatura posta in alto e poi, con una notevole forza, si deve girare il manico che fa scendere la piastra. In questo modo la pasta passa attraverso la piastra con i fori e ne escono i famosi bigoli. Mentre scendono, vengono fatti cadere su una terrina piena di farina di mais, che così eviterà che si attacchino tra di loro, tagliati alla lunghezza di 20 cm e messi a seccare ben distesi sul tavolo o su vassoi. Ma come facevano le donne di una volta a far tutto da sole, non lo so. Noi ogni volta che li facciamo, è un piccolo lavoro di squadra: stavolta io ho impastato, papà come sempre gira il manico e mamma li ha tagliati e messi ad asciugare.
Un torcio autentico, vecchio vecchio come questo, ormai si fa fatica a trovare; noi siamo gli unici della famiglia ad avere ancora questo attrezzo, così è anche un motivo per trovarsi ogni tanto con tutti gli zii, cugini e cugine e fare un bel pranzo.
Un torcio autentico, vecchio vecchio come questo, ormai si fa fatica a trovare; noi siamo gli unici della famiglia ad avere ancora questo attrezzo, così è anche un motivo per trovarsi ogni tanto con tutti gli zii, cugini e cugine e fare un bel pranzo.
Per fare i nostri maccheroncini il procedimento è lo stesso dei bigoli, ovviamente con una piastra diversa e vanno tagliati alla lunghezza di 5 cm.
per 3 persone
3 uova
300 gr di farina (per me farina Pasta fresca e Gnocchi Rosignoli Molini)
un bel pizzico di sale
Come sempre, fare la fontana con la farina. All'interno della fontana, mettere le uova e il sale e sbatterle con la forchetta, senza incorporare la farina.
Poi iniziare pian piano a incorporare la farina e impastare con le mani. Se usate farina OO mettetene un po' di più o comunque regolatevi man mano che impastate. Deve essere proprio duro da lavorare.
Passare direttamente senza tempo di riposo, nel torcio, infarinando leggermente con farina di mais per evitare che si attacchino tra di loro e farli asciugare un po' su un canovaccio. E' facoltativo, e comunque tutto dipenderà dal tempo che c'è fuori. Se piove o è umido, probabilmente è meglio farli un po' seccare prima di cuocerli.
Lessarli in acqua bollente salata per almeno 5-6 minuti (conviene assaggiarli, perchè tutto dipende sempre da quanto erano asciutti prima) e...servite con abbondante condimento. Per noi il ragu' (della mamma).
NB: Usando la farina Pasta fresca e Gnocchi Rosignoli Molini devo dire che l'impasto viene benissimo, molto compatto e asciutto, infatti non ho dovuto aggiungere farina in più per ottenere l'impasto della giusta consistenza, come invece accade usando la classica farina 00. Oltretutto una volta cotti, mantengono benissimo la consistenza tipicamente al dente di questo formato.